Nine, Ten; A September 11 Story

As the summer goes on and nears its end for us teachers, I’ve been thinking about books to read to my students. I wanted to try to do at least one chapter book per month or perhaps two depending upon the length and time that we have.

I read a book, recently, that I’m thinking about reading to them. It’s called Nine, Ten: A September 11 Story. Now this book mainly talks about the lives of some children who were all affected in one way or the other by the attacks, but it talks mostly about the days leading up to the attacks. As an adult reading their individual stories, and the days and minutes got closer to the actual  event, I could feel my heart beating faster and the tension building because I knew what was coming.

I wanted to find a book for my students so that they could learn more of what it was like when these attacks happened. Everyone remembers exactly where they were and what they were doing when it happened, but we, as teachers, now live in a time where most of our students weren’t even alive when it happened. Most of my kids this past year were born in 2008 or 2009.

I think that this cotghereuld be a wonderful book to read in the days before September 11th, and then I’ll find another to read after because it’s mostly days that are all leading up to the attacks. Then it does a short chapter about one year after.nineten

This book could be great for teaching perspective and point of view as it follows four very different young adolescences days before the attack. One is a young Muslim girl in Ohio who struggles with fitting in, another is a young black boy who lives in Brooklyn whose absentee father angers him to no end, still another is a young white boy in Shanksville, Pennsyvania who recently lost his father and is struggling to come to terms with that, and the last is a young Jewish girl who just recently moved to California because of her mom’s job and her mom is on a last minute business trip to New York. As you read through each of their stories, there are moments in the timeline that definitely make your heart jump a bit because you know what will happen.

It is emotional and there will be tears, well, for you at least. The kids might not have that type of connection with the story because they weren’t born yet, but who knows.

Either way, I do recommend this story as perhaps an introduction to learning about September 11th.

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Storia della lingua italiana: Dante teorico del volgare…

Our professor gave us (Erasmus students) a little sheet that told what in the textbook we should study for the exam. I did one section of the reading, which was only four pages, and it took me over an hour to read it, understand it, and take notes from it. I’ve definitely got a busy weekend of note taking coming up!

“…per un pubblico che non è in grado di comprenderla lingua dei classici il giudizio di Dante nasce dunque, oltre che da una fiducia profonda nelle possibilità della nuova lingua, da un’istanza di divolgarazione o commicazione più largaed efficace…”

“…Nel Convivio il latino è reputato superiore in quanto utilizzato nell’arte…”

“…Nel De vulari eloquentia, invece, la superiorità del volgare viene riconsciuta in nome della sua naturalezza, ma la letterarietà della lingua latina diventa uno stimolo per la regolarizzazione del volgare…”

“…Alcuni insinuarono il sospetto che il trattato non fosse di Dante, che si trovasse di fronte ad un falso. La tesi della falsità del De vulagri eloquentia non era disinteressata: faceva comodo sopratutto alla culturea fiorentina, che mal tollerava le pagine in cui Dante aveva condannato duramente (come vedremo) il volgare toscano, preferendogli il bolognese e il siciliano illustre, e negando che il toscano stesso potesse indentificarsi con la lingua degna della volgar poesia…”

“…Alessandro Manzoni tentò di sminuirne l’importanza, affermando che il De vulgari eloquentianon aveva per oggetto la lingua in generale, né l’italiano in maniera di una specifica, ma solo la poesia…”

“…Agli occhi di Dante, però, l’intreccio tra i due temi era indissolubile, e solo la perfetta definizione del concetto di ‘lingua’ permetteva lafondazione di una letteratura in volgare…”

“…Stabilisce che fra tutte le creature l’unico essere dotato di linguaggio è l’uomo; dunque il linguaggio stesso caratterizza l’essere umano in quanto tale,  diversificandolo ad esempio dagli animali bruti, gerarchiamente più in basso di lui, e dagli angeli, posti più in alto…”

“…Il volgare per farsi ‘letteraro,’ per arrivare a una dignità paragonatile a quella del latino, deve acquistare stabilità, distinguendosi dal parlato popolare…”

“…La sua attenzione si concentra sull’Europa, dove nei paesi del’Nord e del Nord-Est (che noi diremmo germanici e slavi) si parlano lingue in cui si dice ; nei paesi del Centro-Sud si parlano la lingua d’oϊl (il francese), la lingua d’oc (il provenzale), il volgare del (l’italiano); in Grecia e nelle zone orientale è diffuso il greco…”

“…Vendendo a trattare del gruppo linguistica costituito da francese, provenzale e italiano…”

“…L’esame delle varie parlate si conclude con la loro sistematica eliminazione: tutte, nella loro forma naturale, sono indegne del volgare illustre. La condanna colpisce non solo volgari ‘impuri,’ di confine, come il piemontese; il giudizio è negativo per il friulano, il sardo, il romanesco, il marchigianoe via dicendo. Tra le più severe condanne c’è quella per il toscano e il fiorentino. Migliori degli altri risultano il siciliano e il bolognese, ma non nella loro forma populare…”

“…Ecco perché il toscano viene condannato, al pari delle altre parlate italiane: non solo la lingua popolare toscana non interessa Dante…”

“…Il trattato De vulgari eloquentia da libro di linguistica si transforma dunque in trattato di teaoria letteraria…”

Storia della lingua italiana – giorni 5 & 6

LessicaliIl lessico o vocabolario è il complesso delle parole e delle locuzioni di una lingua, oppure anche solo una parte di tale complesso. Ad esempio l’insieme delle parole e delle locuzioni proprie di un settore del sapere umano o di un’attività umana, oppure l’insieme delle parole e delle locuzioni utilizzate da una particolare collettività, o in una particolare epoca, o in una particolare, o da un particolare scrittore, oppure l’insieme delle parole e delle locuzioni utilizzate o comprese da una particolare persona. I termini “lessico” e “vocabolario” sono sinonimi ma l’uso del termine “vocabolario” prevale in riferimento a collettività o a singole persone. (a lexicon, essentially a catalogue of a given language’s words, and a grammar, a system of rules which allow for the combination of those words into meaningful sentences.)

Filosofia del linguaggio / Philosophy of language : concerned with four central problems: the nature of meaning, language use, language cognition, and the relationship between language and reality. For continental philosophers, however, the philosophy of language tends to be dealt with, not as a separate topic, but as a part of logic

Nessuna lingua è perfetta

Da Tèramo

Da Tèremo                    staz(z)zione

Claude Favre de Vaugelas –  barone di Pérouges, (Meximieux, 6 gennaio 1585 – Parigi, 26 febbraio 1650), è stato un grammatico francese; Serio, preciso e riflessivo, acquistò ben presto la reputazione di un uomo che conosceva a fondo tutte le regole della lingua francese che parlava perfettamente. Non ci fu bisogno d’altro per farlo scegliere, sebbene egli non avesse ancora scritto nessuna opera, come uno dei membri della Académie française, alla fine del 1634. Egli fu molto utile per la composizione del Dizionario dell’Accademia francese a cui dedicò quindici anni partecipando alla redazione delle parole che cominciavano dalla lettera “A” alla “I”; Le sue opere non sono numerose. Secondo Pellisson egli aveva scritto qualche poesia in italiano molto apprezzata ed anche in francese ma solo in modo estemporaneo. (Claude Favre de Vaugelas – Baron Pérouges (Meximieux, January 6, 1585 – Paris, 26 February 1650) was a French grammarian, Serious, precise and thoughtful, soon acquired the reputation of a man who knew thoroughly all the rules of the French language which he spoke perfectly. There was no need to do it choose the other, although he had not yet written any work as a member of the Académie française, at the end of 1634. He was very useful for the composition of the Dictionary of the French Academy to which he devoted fifteen years contributing to the drafting of the words beginning with the letter “A” to “I” His works are not numerous. According Pellisson he had written some poetry in Italian and also very popular in French, but only so impromptu.)

Alessandro Manzoni: (7 March 1785 – 22 May 1873) was an Italian poet and novelist. He is famous for the novel The Betrothed (orig. Italian: I Promessi Sposi) (1827), generally ranked among the masterpieces of world literature; the novel is also a symbol of the Italian Risorgimento, both for its patriotic message and because it was a fundamental milestone in the development of the modern, unified Italian language; it is generally agreed to be his greatest work, and the model of modern Italian language; revised The Betrothed in Tuscan-Italian, and in 1840 republished it in that form, with a historical essay, Storia della colonna infame, on details of the 17th century plague in Milan so important in the novel; also wrote a small treatise on the Italian language.

Nuovo vocabulario 1873

Glottologia : (detta più modernamente linguistica storica o linguistica diacronica) è la disciplina che si occupa dello studio strutturale delle lingue e delle loro famiglie etimologiche e grammaticali, considerando i loro rapporti e sviluppi in diacronia. Si contrappone alla linguistica descrittiva o linguistica sincronica, che studia lo stato di una lingua in un certo momento (ma non necessariamente la fase attuale). Lo studioso di glottologia è tradizionalmente detto glottologo, ma dobbiamo notare che oggi sono molto più usate, soprattutto fra gli addetti ai lavori, le parolelinguistica e linguista. Gli strumenti principali della glottologia sono l’analisi delle attestazioni storiche e la comparazione delle caratteristiche interne — fonologia, morfologia, sintassi, lessico — di lingue attuali ed estinte. L’obiettivo è tracciare lo sviluppo e le affiliazioni genetiche delle lingue nel mondo, e di comprendere il processo di evoluzione linguistica. Una classificazione di tutte le lingue in alberi genealogici è al tempo stesso un risultato importante ed uno strumento necessario di questo sforzo.

Historical linguistics (diachronic linguistics [glottologia]) is the study of language change. It has five main concerns:

  • to describe and account for observed changes in particular languages
  • to reconstruct the pre-history of languages and determine their relatedness, grouping them into language families (comparative linguistics)
  • to develop general theories about how and why language changes
  • to describe the history of speech communities
  • to study the history of words, i.e. etymology.)

 

Graziadio Isaia Ascoli : an Italian linguist; an autodidact, he published his first important work on the languages of the orient in 1854; 1860 was appointed professor of linguistics at the Accademia scientifico-letteraria in Milan and introduced the study of comparative philology, Romance studies, and Sanskrit; made an important contribution to the study of the relationship between Indo-European and Semitic and was pioneer in the fields of Romani language and Celtic languages;  he is above all known for his studies of Italian dialects, which he was first to classify systematically; In the Italian language question (questione della lingua), he did not accept a standard language based on the Florentine dialect as proposed by Alessandro Manzoni, but argued for a leveling of the dialects;  he is founder of the so-called substratum theory, which explains the formation and development of languages as a result of interference with previous languages spoken by populations in question.